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	<title>Ponte culturale - Des rives de l&#039;Arno à la vallée du Cher &#187; Io vi racconto</title>
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		<title>Il portabottiglie</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2015 14:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Io vi racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Marcel Duchamp]]></category>
		<category><![CDATA[Normandia]]></category>

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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>Quando ero bambino , abitavo al confine tra la Normandia e l’Ile de France,  mi considero quindi un normanno emigrato in Turenna. Mio nonno materno faceva il sidro con le mele che noi raccoglievamo&#46;&#46;&#46;]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando ero bambino , abitavo al confine tra la Normandia e l’Ile de France,  mi considero quindi un normanno emigrato in Turenna.</p>
<p>Mio nonno materno faceva il sidro con le mele che noi raccoglievamo ogni anno nel suo campo. Nelle cantina della sua casa c’era un portabottiglie (questo oggetto si chiama anche «sechoir a’ boutteille» « ascigatore di bottiglie » o « hérisson », porcospino, a causa delle sue punte). Questo oggetto, che era uno degli elementi del rito annuale, attirava la mia attenzione.</p>
<div id="attachment_422" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/IMG_0012.jpg"><img class="wp-image-422 size-medium" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/IMG_0012-225x300.jpg" alt="IMG_0012" width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Alain Gobenceaux- Il portabottiglie di mio nonno.</p></div>
<p>Se non avessi eseguito i miei studi artistici , il « porcospino » sarebbe di certo rimasto nella cantina abbandonato o lasciato in dono ai proprietari che sono venuti dopo i miei nonni. Ma quando noi, agli inizi degli anni 90 del secolo scorso , siamo venuti in Turenna, il famoso portabottiglie ci seguì ed ora trova posto nel mio atelier. E perche’ questo?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><div id="attachment_421" style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/IMG_0013.jpg"><img class="size-medium wp-image-421" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/IMG_0013-300x225.jpg" alt="Alain Gobenceaux .Il portabottiglie di mio nonno visto da sopra." width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Alain Gobenceaux .Il portabottiglie di mio nonno visto da sopra.</p></div>Forse non conoscete l’artista francese Marcel Duchamp (1887-1968) , nato anche lui in Normandia. Credo che, come è accaduto a me, il portabottiglie abbia attirato la sua attenzione durante la sua giovinezza a tal punto che nel 1914 , alla vigilia della grande guerra , ne acquistò uno tutto nuovo al BHV, (Bazar de d’Hôtel de Ville, il grande magazzino generale del municipio parigino ). Lo appese, mentre proiettava la sua ombra, lo appoggiò su un basamento e, senza modificarlo , lo trasformò  – colpo di bacchetta magica &#8211;  in opera d’arte. “Qualunque cosa faccia un artista è sempre Arte” , sembra dirci Marcel che è senza dubbio uno degli artisti piu’ importanti del XX secolo.</p>
<p><div id="attachment_420" style="width: 235px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/porte-bouteilles-marcel-duchamp.jpg"><img class="size-medium wp-image-420" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/04/porte-bouteilles-marcel-duchamp-225x300.jpg" alt="Marcel Duchamp.Portabottiglie , 1914-1964.Readymade , ferro galvanizzato.Centro Pompidou.Paris.Pompidou, Paris." width="225" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Marcel Duchamp.Portabottiglie , 1914-1964.Readymade , ferro galvanizzato.Centro Pompidou.Paris.Pompidou, Paris.</p></div>Il suo portabottiglie è catalogato come opera d’Arte e Marcel, riformato dall’esercito, partì per New York. Ed ebbe ragione perché da noi ci sarebbero stati  momenti cruenti! Nel frattempo , mio nonno partì per la guerra.</p>
<p>Anche io ho trasformato in opera d’Arte il mio portabottiglie normanno venuto dal paese del cidro al paese del vino!! Lo chiamo “il portabottiglie di mio nonno”. Non e’ proprio nuovo, è stato molto utilizzato e mi piace precisare che Marcel Duchamp non è mio nonno, per far notare bene la differenza tra due gesti artistici.</p>
<p>Uno oggetto scelto a caso , come diceva Marcel – ma ne dubito- e l’altro, quello di moi nonno, oggetto usato scelto per fare l’occhiolino a tutta l’Arte del XX secolo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: right;">Alain Gobenceaux</p>
<p style="text-align: right;">Febbraio 2015</p>
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		<title>UNA PASSEGGIATA per FIRENZE</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2015 17:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Io vi racconto]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>articolo di  Vittorio Ferrucci      &#8211;       foto di  Piero Del Grande &#160; In attesa di una vostra visita da noi, e ansiosi di farvi vedere le bellezze della nostra città,&#46;&#46;&#46;]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p><em>articolo di  Vittorio Ferrucci      &#8211;       foto di  Piero Del Grande</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In attesa di una vostra visita da noi, e ansiosi di farvi vedere le bellezze della nostra città, se avete cinque minuti di tempo, vorrei parlarvi di alcune curiosità che non troverete sui libri di storia.<br />
Se siete in Piazza Signoria di fronte all&#8217;ingresso di Palazzo Vecchio, sulla destra nello spigolo del palazzo, <strong>su una pietra</strong>, troverete<strong> scolpita una faccia</strong>, che cosa ci fa lì?</p>
<p>Le voci sono tante, ma la più accettata, è che un giorno Michelangelo, insieme ad un amico, assistevano ad una processione, al che <strong>Michelangelo</strong>, che non era certo un tipo modesto,<strong> si vantò che avrebbe potuto scolpire anche con le mani dietro la schiena</strong>, al “Boom” dell&#8217;amico, preso martello e scalpello che aveva con se, iniziò a “lavorare”.</p>
<p><div id="attachment_293" style="width: 290px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5224bis.jpg"><img class=" wp-image-293" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5224bis-300x199.jpg" alt="la &quot;scommessa&quot; di Michelangelo" width="280" height="186" /></a><p class="wp-caption-text">la &#8220;scommessa&#8221; di Michelangelo</p></div>                                                                 Oggi possiamo ancora vedere il profilo dell&#8217;amico.  Subito dietro a Piazza Signoria, troverete il “mercato Nuovo”, antica loggia dove, come dice il nome, spostarono l&#8217;antico mercato, oggi è un mercatino interetnico dove potrete trovare di tutto e di più</p>
<div id="attachment_296" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5418bis.jpg"><img class="wp-image-296 size-medium" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5418bis-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">il porcellino</p></div>
<p>dell&#8217;artigianato toscano, ma quello che volevo farvi notare io è il <strong>“Porcellino” </strong>(che in realtà è un cinghiale) se vi capitate, mettete una moneta nel contenitore, e toccatene il naso, si dice… ripeto si dice, che avveri i desideri. Al centro della Loggia, invece, troverete una ruota in marmo, al posto del selciato che pavimenta il mercato, è lì che per alcuni secoli si sono pagate le colpe dei bancarottieri, debitori insolventi, falsari, e tutti coloro che non rendevano il denaro avuto in prestito, il modo era semplice, e non certo indolore per il malcapitato. Quattro marcantoni prendevano il condannato, ognuno per un arto, due alle gambe, due alle braccia, e calate le brache, facevano battere le loro parti meno nobili, sopra la ruota in marmo, con il popolo e i creditori che lo deridevano. La pena era popolarmente chiamata &#8220;L&#8217;acculattata&#8221; e da qui il detto &#8220;rimanere con il culo per terra&#8221;.</p>
<p><div id="attachment_297" style="width: 198px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5420bis.jpg"><img class=" wp-image-297" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5420bis-199x300.jpg" alt="Oratorio dei Bonomini" width="188" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">Oratorio dei Bonomini</p></div>                                                                                                                         Continuando la passeggiata, se vi trovate alla Casa di Dante, di fronte troverete <strong>&#8220;l&#8217;Oratorio dei Bonomini&#8221;</strong> beh direte che c&#8217;è di strano, ce ne sono tanti, questo è un po&#8217; speciale, vedrete una feritoia per le elemosine con una scritta: &#8220;Limosine per li poveri vergognosi di S. Martino&#8221;, <em>chi erano questi poveri?</em></p>
<p>Dobbiamo tornare alla Firenze del &#8216;400-&#8216;500 divisa in fazioni, dove le confische erano all&#8217;ordine del giorno, le famiglie benestanti che ne subivano le conseguenze rimanevano in miseria e si vergognavano a chiedere l&#8217;elemosina, venivano aiutate da questa congregazione.<br />
Date un occhiata all&#8217;interno, ne vale la pena, ci sono affreschi del Ghirlandaio, un busto del Verrocchio, e un bassorilievo di Andrea della Robbia, ma la curiosità maggiore, è quell&#8217;<strong>usanza di mettere una candela accesa</strong> davanti alla porta <strong>quando i soldi in cassa son finiti</strong>, ricordando ai cittadini di fare un po&#8217; di elemosina. Da questa usanza è rimasto il detto <strong>“Essere al lumicino”</strong> per</p>
<p><div id="attachment_298" style="width: 210px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5426bis.jpg"><img class=" wp-image-298" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/03/IMGP5426bis-200x300.jpg" alt="la Cupola e la &quot;gabbia per Grilli&quot;" width="200" height="301" /></a><p class="wp-caption-text">la Cupola e la &#8220;gabbia per Grilli&#8221;</p></div>indicare che siamo carenti in qualcosa.                                                               Se poi siete in Piazza del Duomo, dopo aver ammirato la splendida facciata, fate un giro intorno alla <strong>cupola del Brunelleschi</strong>, alzando gli occhi vedrete, ad un certa altezza, <strong>un pezzo del ballatoio esterno</strong> della cupola, che Baccio D&#8217;Agnolo iniziò nel 1508, <em>e come mai non l&#8217;ha mai finito?</em>, penserete.</p>
<p>Ci racconta il Vasari, che <strong>Michelangelo</strong>, tornando da Roma, dove lavorava per il Papa lo vide e <strong>disse</strong>:<strong> “Sembra una gabbia per grilli”</strong>, bastò quella frase per fermare i lavori che non furono più ripresi.<br />
E se Michelangelo avesse avuto torto!<br />
Tante altre curiosità ci sono, su questa città, spero di farvele scoprire quando ci troveremo insieme… spero presto.</p>
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		<title>Tabernacoli</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2015 13:52:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Io vi racconto]]></category>

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		<description><![CDATA[<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>articolo di Raffaele Pancani Il territorio di Lastra a Signa è tuttoggi costellato da tabernacoli. Queste piccole costruzioni sono edicole sacre o edicole votive che proteggono un&#8217;immagine sacra oggetto di culto, sia all&#8217;interno delle&#46;&#46;&#46;]]></description>
	<ul class="cml_flags cml_flags_on_top"></ul>			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><em>articolo di Raffaele Pancani</em></p>
<p>Il territorio di <strong>Lastra a Signa</strong> è tuttoggi costellato da <strong>tabernacoli</strong>. Queste piccole costruzioni sono edicole sacre o edicole votive che proteggono un&#8217;immagine sacra oggetto di culto, sia all&#8217;interno delle chiese, sia lungo le strade, sulle facciate delle case, o nelle campagne.</p>
<p><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacolo1.jpg"><img class=" size-full wp-image-121 alignright" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacolo1.jpg" alt="Tabernacolo1" width="198" height="265" /></a>Il tabernacolo più importante è quello che divide via dell’Arione da via Dante Alighieri proprio vicino al Palazzo Comunale e al Palazzo del Podestà.</p>
<p>Ha forma di piccola cappella ed è stato affrescato nel 1550 da un pittore della scuola Fra’ Bartolomeo e Michele di Ridolfo del Ghirlandaio. Sullo sfondo sono raffigurati la Madonna con Gesù bambino in braccio, San Francesco, Giovanni Battista e Dio in cielo. Sulla parte esterna del tabernacolo c&#8217;era un affresco che raffigurava l&#8217;Annunciazione, poi spostato nel palazzo Comunale per ragioni di salvaguardia.</p>
<div id="attachment_123" style="width: 120px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacolo2.jpg"><img class="wp-image-123 size-full" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacolo2.jpg" alt="Tabernacolo2" width="110" height="152" /></a><p class="wp-caption-text">La Luna: Beata Giovanna</p></div>
<p>Degli altri tabernacoli non ci sono notizie storiche precise, ma la galleria fotografica ne mostra degli esemplari sparsi nella campagna e nell’abitato di <strong>Malmantile</strong> e della <strong>Luna</strong>, che sono <strong>due frazioni collinari nel comune di Lastra a Signa</strong>.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><div id="attachment_124" style="width: 125px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli3.jpg"><img class="wp-image-124 size-full" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli3.jpg" alt="Tabernacoli3" width="115" height="115" /></a><p class="wp-caption-text">Malmantile: Adorazione di Gesù Bambino</p></div><div id="attachment_125" style="width: 122px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli4.jpg"><img class="wp-image-125 size-full" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli4.jpg" alt="Tabernacoli4" width="112" height="149" /></a><p class="wp-caption-text">Malmantile: San Pietro in Selva</p></div><div id="attachment_126" style="width: 94px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli5.jpg"><img class="wp-image-126 size-full" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli5.jpg" alt="Tabernacoli5" width="84" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Malmantile: Piandaccoli</p></div><div id="attachment_127" style="width: 112px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli6.jpg"><img class="wp-image-127 size-full" src="http://www.ponteculturale.eu/wordpress/wp-content/uploads/2015/02/Tabernacoli6.jpg" alt="Tabernacoli6" width="102" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Malmantile: Tabernacolo del Poggione</p></div>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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